Codogno-Alto Garda: Sconfitta nel punteggio, vittoria nello spirito

Codogno-Alto Garda: Sconfitta nel punteggio, vittoria nello spirito

Domenica 15 febbraio trasferta complicata sul campo del Codogno, squadra stabilmente ai vertici della classifica e costruita per vincere il campionato, con diversi innesti provenienti dalla Serie B. Il divario sulla carta è evidente, anche considerando che l’Alto Garda si presenta con una formazione fortemente rimaneggiata, pochi uomini a disposizione e diversi infortunati.

L’obiettivo, chiaro fin dall’inizio, è uno solo: vendere cara la pelle. E da questo punto di vista, l’obiettivo viene centrato.

Difesa e determinazione

L’atteggiamento è subito quello giusto: squadra concentrata, presente, durissima nei contatti. La difesa lavora in modo eccellente per lunghi tratti della gara, con placcaggi continui, avanzanti e precisi. Si distinguono in particolare Sebastiano Prati e Cocò, autori di una prova difensiva di altissimo livello.

La mischia soffre, inevitabilmente: il Codogno schiera una prima linea di grande esperienza, con trascorsi anche in Serie A, e la pressione si fa sentire. Nonostante questo, l’Alto Garda tiene, non crolla e rimane attaccato alla partita con carattere. La touche funziona discretamente e, quando possibile, la squadra riesce anche ad attaccare, giocando diversi palloni nei 22 avversari.

Il sacrificio del primo tempo

Il primo tempo è di grande sacrificio. Il Codogno segna quattro mete, tutte costruite con fatica, soprattutto attraverso la mischia e il gioco ravvicinato. Al largo non riescono quasi mai a sfondare, fermati da una difesa ordinata e fisica. Si va al riposo sul 20-0, un punteggio che non racconta fino in fondo l’intensità della partita.

Nel secondo tempo la stanchezza si fa sentire. Il campo pesante, il caldo e l’assenza di cambi pesano inevitabilmente. L’Alto Garda stringe i denti e continua a lottare, ma la freschezza e la profondità della rosa avversaria fanno la differenza, allargando progressivamente il divario.

Identità e orgoglio: la meta dell’Alto Garda

Arriva però anche una nota di grande valore: la meta dell’Alto Garda, costruita con continuità, passamano e sostegno costante. Un’azione pulita, figlia del lavoro fatto in allenamento, che dimostra identità e volontà di giocare a rugby, anche contro un avversario superiore. Bene anche Sandro, che dà un contributo solido e affidabile alla squadra.

Il match si chiude sul 47-5. Una sconfitta netta nel punteggio, ma non nello spirito. L’Alto Garda esce dal campo con l’onore intatto, dimostrando di essere una squadra unita, compatta, difficile da affrontare sul piano fisico e mentale. Non a caso arrivano anche i complimenti di alcuni avversari, che riconoscono la durezza e la determinazione messe in campo.

Ripartire dalla prestazione

Il risultato resta, ma resta soprattutto la prestazione: contro una delle squadre più forti del campionato, con una rosa ridotta all’osso, l’Alto Garda ha dimostrato carattere, attitudine e identità. Ed è da qui che si continua a costruire.

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